(Roma, 06 febbraio 2026). Dalla preparazione dell’Operazione Militare Speciale alla gestione del post-Prigozhin e al caso Skripal, Alekseyev è una figura-chiave nel sistema di potere putiniano. Motivo per cui la decisione di colpirlo sembra essere nettamente politica
Mentre si cerca ancora di capire quale sia la matrice dietro l’azione (con le ipotesi che spaziano dalla responsabilità ucraina alla “pista interna”), ci sono pochi dubbi sul fatto che il ferimento di Vladimir Alekseyev all’interno di un palazzo residenziale nel nord di Mosca non sia soltanto uno degli episodi di una sequenza sempre più lunga di eliminazioni e attentati contro alti ufficiali, ma abbia un significato di peso maggiore. Per capirlo, basta ripercorrere rapidamente la carriera dell’ufficiale colpito.
Vicecapo del Glavnoje upravlenije General’nogo shtaba Vooruzhonnykh sil Rossiyskoy Federatsii, il servizio di intelligence militare generalmente noto come Gru, Alekseyev appartiene alla ristretta cerchia di ufficiali che, negli ultimi anni, hanno contribuito direttamente a costruire il flusso di intelligence strategica su cui Vladimir Putin ha basato le principali decisioni militari dal 2022 in avanti.
Nato in Ucraina, formato interamente nell’apparato militare sovietico prima e russo poi, Alekseyev rappresenta una generazione di ufficiali cresciuti nell’intelligence più che nel comando operativo tradizionale. Nel sistema russo, il suo ruolo è sempre stato meno visibile rispetto a quello del capo dell’agenzia, Igor Kostyukov, ma non per questo marginale. Al contrario, Alekseyev è stato per anni uno dei principali nodi di collegamento tra la raccolta di informazioni militari, la valutazione politico-strategica e la trasmissione delle analisi al vertice del potere. Non a caso, quando nel giugno 2023 la rivolta della compagnia Wagner fece tremare l’equilibrio interno della Federazione, Alekseyev venne coinvolto direttamente nei contatti con Yevgeny Prigozhin, allora capo del gruppo mercenario Wagner Group. Un incarico estremamente delicato, che testimonia il livello di fiducia politica di cui godeva all’interno del sistema di sicurezza russo.
Dopo la morte di Prigozhin, Alekseyev è stato uno degli ufficiali incaricati di seguire la riorganizzazione delle attività dell’ex galassia Wagner in Africa. Anche questo passaggio rivela la natura ibrida della sua figura: non solo intelligence militare classica, ma gestione di strumenti paramilitari e di proiezione esterna.
Attività che hanno portato l’Occidente a comminare sanzioni contro quest’individuo. Alekseyev è stato colpito due volte dagli Stati Uniti, prima per il presunto coinvolgimento nelle operazioni di interferenza nelle elezioni americane del 2016, poi per il ruolo attribuitogli nell’attacco con agente nervino contro l’ex ufficiale dei servizi russi Sergei Skripal nel Regno Unito.
Il momento scelto per l’attacco rafforza ulteriormente la dimensione politica del suo profilo. Il ferimento è avvenuto poche ore dopo che il suo diretto superiore, Kostyukov, aveva guidato la delegazione russa in colloqui con l’Ucraina negli Emirati Arabi Uniti. Un nesso temporale che il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha immediatamente interpretato come un tentativo di sabotaggio del processo negoziale.
Di Lorenzo Piccioli. (Formiche.net)