L'actualité du Proche et Moyen-Orient et Afrique du Nord

Yemen, STC al capolinea : finisce l’avventura dei filo-emiratini, trionfa Riad

(Roma, 09 gennaio 2026). In un mese dal trionfo allo smantellamento: il Consiglio di Transizione del Sud (Stc) ha deciso oggi dopo i colloqui di Riad con le altre fazioni yemenite di cessare le attività e di procedere allo scioglimento poco più di un mese dopo l’offensiva che l’aveva portato a controllare buona parte del Paese nel Sud della Penisola Arabica col sostegno degli Emirati Arabi Uniti, salvo poi scatenare l’ira dell’Arabia Saudita, percepitasi come minacciata dagli ex alleati dei suoi partner al potere a Aden.

L’Arabia Saudita frena l’ambizione sudista

Riad riconosce il governo internazionalmente riconosciuto, in esilio nel primo porto dello Yemen da quando la capitale Sana’a è caduta in mano ai ribelli Houthi oltre un decennio fa, e ha martellato pesantemente le truppe dell’Stc sostenendo la controffensiva dei lealisti, a cui l’Stc formalmente è stato sempre affiliato nella coalizione anti-Houthi.

La netta minaccia saudita a Abu Dhabi sul ritiro dallo Yemen e il rifiuto dell’intervento ha portato allo smantellamento del potere territoriale dell’Stc, che prima del vertice di Riad ha provato un’estrema, fatua resistenza politica proclamando la volontà di dar vita allo Stato dell’Arabia del Sud. E così, oggi, parlando in diretta televisiva  il segretario generale  del Stc, Abdulrahman Jalal al-Subaihi, ha annunciato la volontà del gruppo di sciogliersi.

La fuga di al-Zubaidi

La mossa segue ore concitate: come nota Al Jazeera, “giovedì la coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen ha dichiarato che il leader dell’Stc Aidarous al-Zubaidi era fuggito negli Emirati Arabi Uniti passando per il Somaliland dopo aver saltato i colloqui a Riad, accusando gli Emirati Arabi Uniti di averlo fatto uscire clandestinamente dal Paese”. Emblematica la manifestazione della risposta saudita immortalata nella prima pagina di Arab News, testata di proprietà del principe Turki bin Salman al Saud, fratello del primo ministro e principe ereditario Mohammad bin Salman.

Vicepresidente del Consiglio direttivo presidenziale, il governo di unità nazionale dello Yemen anti-Houthi internazionalmente riconosciuto, al-Zubaidi, ex guerrigliero divenuto governatore di Aden dal 2015 al 2017 e fondatore dell’Stc dopo il suo mandato in tale incarico, è stato licenziato due giorni fa dal suo ruolo dal presidente Rashad al-Alimi, che ha ritenuto l’offensiva dell’Stc una rottura del fronte comune nel Paese e una minaccia alla sicurezza dello Yemen. Sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti e armato da Abu Dhabi, al-Zubaidi ha per alcune settimane accarezzato il sogno di diventare il padrone dello Yemen del Sud e, sostanzialmente, di spartirsi il Paese con i nemici Houthi in una riproposizione delle divisioni dello Yemen pre-unitario esistite dal 1967 al 1990.

Il tramonto del sogno indipendentista

Il Stc si era trovato in una posizione di forza salvo poi subire i pesanti bombardamenti sauditi. Privato del sostegno emiratino, il gruppo ha battuto in ritirata, perdendo il controllo di Aden dopo averla brevemente occupata e tra fine 2025 e inizio 2026 è stato sostanzialmente reso impotente. Dal sogno indipendenza allo sfascio, la presenza territoriale dell’Stc si è rapidamente consumata. Fatima Abo Alasrar lo ha commetato sul suo canale Substack “The Ideology Machine“: “la velocità di questo crollo ci dice qualcosa”, in un contesto in cui lo Stc “non poteva arretrare senza perdere la sua base. L’Arabia Saudita non può cedere senza apparire debole”.

Tra queste due tensioni ha vinta la seconda, in uno scenario in cui il “tradimento” emiratino è stato maldigerito a Riad perché, nota l’analista, per anni l’Arabia Saudita ha puntellato i sudisti yemeniti e ” ha concesso all’STC più libertà di quella che concede alla maggior parte dei partner, e molto più di quanto fosse obbligata. Riad ha mediato l’accordo che ha integrato l’STC nella governance. Ha assegnato loro dei seggi nel Consiglio di Sicurezza Nazionale” e accettato la federalizzazione sostanziale del “suo” Yemen. Il colpo di testa del Sud è avvenuto a duro prezzo, fino al totale superamento del sogno indipendentista di questa parte di Yemen. L’Arabia Saudita non vuole perdere spazio di manovra, e contro lo Stc lo ha dimostrato fino alle estreme conseguenze.

Di Andrea Muratore. (Inside Over)

Recevez notre newsletter et les alertes de Mena News


À lire sur le même thème