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8,6 miliardi di dollari per 25 caccia F-15 : il regalo di Trump a Israele

(Roma, 07 gennaio 2026). Un regalo di inizio anno dal valore di 8,6 miliardi di dollari: il Pentagono pagherà questa cifra notevole, un terzo del budget della Difesa italiana, per finanziare la fornitura di 25 caccia F-15 “Eagle II” a Israele che saranno prodotti da Boeing. L’accordo ha preso forma durante la visita di fine 2025 di Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago per incontrare Donald Trump ed è stato poi preso in carico dagli apparati militari perché si concretizzasse.

L’importanza degli F-15 per Israele

Il caccia, come l’F-35 fornito con specifiche ad hoc per l’Israel Air Force (Iaf), è utile per le operazioni multiruolo ed è stato utilizzato nella sua versione originaria, risalente agli Anni Ottanta, da Israele in tutti i conflitti regionali che dal 7 ottobre 2023 hanno visto coinvolto lo Stato Ebraico. L’attuale conformazione, aggiornamento del vecchio Strike Eagle, ha integrato un profondo riassetto dell’elettronica di bordo e nuovi dispositivi tali da renderlo una piattaforma integrata di combattimento.

The Aviationist fa notare che Israele ha ordinato i caccia ai sensi di una richiesta del Ministero della Difesa del 2023 che l’amministrazione Usa di Joe Biden aveva approvato nel 2024. Trump ha concluso le procedure per procedere alla fornitura, una delle più corpose dal 7 ottobre a oggi, che soddisferà la metà della domanda israeliana di F-15, pari a 50 unità.

Un mix tra tecnologie USA e israeliane

La testata specializzata in aeronautica sottolinea che nell’ordine israeliano manca il potente sistema Epawws (Eagle Passive Active Warning Survivability Systems) ALQ-250, “un sistema avanzato di guerra elettronica e sorveglianza elettronica, completamente integrato con allerta radar, geolocalizzazione e capacità potenziate di lancio di chaff e flare per rilevare e contrastare minacce di superficie e aeree in ambienti ad alta densità di segnali e altamente contesi”. Segno, questo, probabilmente della volontà israeliana di integrare tecnologia nativa sul velivolo o della volontà di non utilizzare gli Eagle II per missione di soppressione delle difese aeree o di conseguimento della superiorità nei cieli.

“La nuova versione del velivolo includerà capacità di attacco a lungo raggio, una maggiore capacità di trasporto armamenti fino a 14 tonnellate e sistemi di guida fly-by-wire che consentono un’elevata manovrabilità. I ​​nuovi jet includeranno anche vari sistemi di difesa israeliani”, conferma Defense News.

Ciò risponde alle precise esigenze di Israele per l’aereo da guerra in questione. Nella dottrina operativa dell’Iaf il caccia ha un ruolo chiave. L’F-15 viene utilizzato da Israele in scia agli F-35: quest’ultimo apre la strada, sopprimendo difese aeree nemiche e strutture difensive prioritarie, poi gli Eagle penetrano gli spazi aerei nemici per colpire con maggiori carichi di armamento obiettivi sensibili, come è successo in Iran a giugno.

Trump puntella Israele

Trump, con l’affare F-15 a Israele, consolida la relazione militare-industriale con Tel Aviv e lo fa con una prospettiva pluriennale: “Si prevede che i primi nuovi caccia saranno consegnati a Israele già nel 2031, con un ritmo di 4-6 velivoli all’anno”, aggiunge la testata specializzata in questioni securitarie. Un dettaglio fondamentale per mostrare come Washington intenda rassicurare Tel Aviv circa il suo sostegno militare mentre gli Usa preparano una trattativa serrata per la possibile fornitura degli F-35 alla Turchia, rivale di Israele che ha fatto venire il mal di testa agli strateghi dello Stato Ebraico.

Nel frattempo, si rimettono al lavoro le fabbriche di armamenti Usa per commesse importanti e si manda un messaggio chiaro circa la volontà di non abbandonare il maggior alleato degli Usa nel Medio Oriente sul medio-lungo periodo. Il tutto, en passant, a spese dei contribuenti americani, che vedono potenziati i programmi di assistenza a Israele finanziati con fondi pubblici, nonostante la crescente frattura tra l’opinione pubblica e la politica americana da un lato e Israele dall’altro.

Di Andrea Muratore. (Inside Over)

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