(Roma, 06 gennaio 2026). I leader Ue incontrano Zelensky e gli emissari Usa per discutere delle garanzie di sicurezza chieste da Kiev per il post-cessate il fuoco. Bloomberg: « Ipotesi forze americane sul territorio ». Macron: « Giornata storica »
Secondo il presidente francese Emmanuel Macron è stata una “giornata storica per l’Ucraina e l’Europa”. Per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen “una forte dimostrazione di unità”, per il rappresentante Usa Jared Kushner “una tappa fondamentale per la pace”. La premier italiana Giorgia Meloni, invece, ci tiene a fissare un paletto: “Sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina, ma no all’impiego di truppe italiane sul terreno”. Perché al centro della riunione dei Volenterosi di oggi a Parigi c’è esattamente questo tema: le garanzie di sicurezza verso Kiev nel dopoguerra e i protagonisti in campo.
Il documento: “Impegni vincolanti in caso di attacco russo”
La riunione si è conclusa con un accordo ribattezzato Dichiarazione di Parigi in cui convergono gli intenti, per la prima volta, dei 35 Paesi che compongono la coalizione, oltre all’Ucraina e agli Stati Uniti. Un’intesa che si concentra su pochi punti che si spera possano essere, secondo Macron, “i pilastri essenziali per sostenere il negoziato verso un accordo di pace”. La dichiarazione prevede la creazione e la partecipazione a un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti e che comprenderà membri dei Volenterosi. Eventuali violazioni del cessate il fuoco saranno affrontate da una commissione speciale che avrà il compito di attribuirne anche le responsabilità e porvi rimedio. Gli alleati di Kiev hanno poi ribadito la volontà di continuare a fornire assistenza militare e armamenti a lungo termine alle forze armate ucraine. A cui seguirà, all’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’istituzione di una forza multinazionale sulla base delle disponibilità dei singoli Stati, guidata dall’Europa con il coinvolgimento anche dei membri non europei della coalizione e il sostegno degli Stati Uniti. È stato concordato, inoltre, di istituire una cellula di coordinamento tra Usa, Ucraina e coalizione per proseguire la cooperazione in materia di Difesa. La dichiarazione esplicita infine la finalizzazione di impegni vincolanti per i Paesi firmatari anche in caso di un nuovo attacco russo all’Ucraina: impegni che “possono includere l’uso di capacità militari, intelligence e supporto logistico, iniziative diplomatiche e adozione di ulteriori sanzioni”.
La dichiarazione Uk-Francia-Ucraina
Secondo Bloomberg, le garanzie di sicurezza includerebbero la possibilità di truppe americane sul territorio dell’Ucraina nel dopoguerra, nel tentativo di garantire la durata di qualsiasi accordo di pace con la Russia. Non è chiaro, scrive l’agenzia, quale ruolo avrebbero i soldati statunitensi o dove sarebbero di stanza. I paesi europei hanno discusso il dispiegamento di una “forza di rassicurazione” multinazionale, con l’esercito ucraino a guidare la difesa in prima linea. “Dopo il cessate il fuoco, il Regno Unito e la Francia stabiliranno hub militari in Ucraina”, ha annunciato il premier britannico Keir Starmer al termine del vertice. Starmer, Macron e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato una dichiarazione d’intenti sulla volontà di dar vita a una forza multinazionale da schierare a tutela della sicurezza di Kiev: nel testo si fa riferimento alla volontà di “continuare a lavorare” per la costituzione della forza, senza indicazioni di scadenze o dettagli precisi.
Zelensky definisce la dichiarazione finale del vertice “molto concreta” e gli impegni assunti “sostanziali, non solo parole”. “Vogliamo essere pronti affinché, quando la diplomazia raggiungerà la pace, potremo schierare le forze della coalizione dei volenterosi”, ha affermato in conferenza stampa. L’Ucraina, precisa Zelensky, ha già sufficienti dettagli e sa quali Paesi saranno coinvolti nell’accordo, compreso il contributo che ciascuno di loro fornirà separatamente. “Sono stati compiuti progressi anche nelle discussioni con la delegazione statunitense a Parigi in merito al monitoraggio della pace”, ha aggiunto. Per il genero di Trump Jared Kushner, che ha partecipato alla riunione insieme all’inviato del presidente Usa Steve Witkoff, “è stata superata una tappa fondamentale per arrivare ad un eventuale accordo di pace”: “Credo che tutte le questioni più difficili siano state risolte”, ha detto.
Germania e Spagna aprono all’invio di truppe, Italia contraria
Anche i capi di governo di Germania e Spagna, Friedrich Merz e Pedro Sánchez, hanno aperto all’invio di truppe per garantire la pace. In conferenza stampa Merz ha parlato di “eventuale disponibilità” a dispiegare forze “in un Paese Nato vicino all’Ucraina”, specificando che “il tipo e la portata del contributo tedesco devono essere e saranno decisi dal governo federale e dal Parlamento tedesco non appena saranno chiarite le condizioni. A titolo personale e a nome del governo federale, vorrei dire che non escludiamo nulla”. Sánchez, invece, ha affermato che nei prossimi giorni contatterà “la maggior parte dei gruppi parlamentari della Camera” per discutere di come la Spagna dovrebbe partecipare al programma di mantenimento della pace a Kiev una volta raggiunto il cessate il fuoco. Resta contraria invece la premier italiana Giorgia Meloni, che “ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno”, comunica una nota di palazzo Chigi. Anzi, si legge, la dichiarazione adottata sottolinea proprio “la volontarietà della partecipazione delle Nazioni della coalizione alla forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina, principi più volte ribaditi dall’Italia”.
La giornata di Parigi
I leader europei riuniti nella coalizione dei cosiddetti Stati “Volenterosi” per sostenere l’Ucraina hanno incontrato gli emissari americani a Parigi in una riunione che mirava a far emergere la “convergenza” sulle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev e a precisare i contorni della “forza multinazionale” che dovrebbe entrare in scena dopo un’eventuale tregua con la Russia. Macron ha visto a pranzo all’Eliseo l’omologo Zelensky, Witkoff e Kushner, e in serata ha affidato a X le sue conclusioni – trionfali – sull’incontro: “Una giornata storica per l’Ucraina e l’Europa”. “Oggi a Parigi si svolge l’incontro più rappresentativo della Coalizione dei Volenterosi, al quale partecipano capi di Stato, leader di organizzazioni internazionali, ministri e ambasciatori. Stiamo preparando importanti passi politici“, ha scritto Zelensky su X, a metà giornata. “Durante il nostro incontro con il presidente Macron, abbiamo discusso proprio di questo: le reali capacità dell’Ucraina di contrastare il terrore russo, la nostra difesa e il sostegno che può rafforzare le nostre posizioni in campo diplomatico”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo anche avuto una discussione molto approfondita sulla diplomazia e sulle nostre iniziative”. La successiva riunione, nel primo pomeriggio, ha riunito 35 paesi, 27 dei quali rappresentati da capi di Stato o di governo, e i capi della Nato e dell’Unione europea. A seguire la conferenza stampa con Macron, Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Fonti dell’Eliseo hanno definito la riunione come il coronamento degli sforzi che Macron ha avviato da un anno, dopo l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, per evitare che gli Stati Uniti “abbandonassero l’Ucraina”.