(Roma, 03 aprile 2025). La Germania ha ufficialmente inaugurato martedì la sua prima base militare permanente all’estero dalla Seconda Guerra Mondiale, schierando una brigata corazzata di 5.000 uomini in Lituania, ai confini orientali della NATO. Una mossa storica, che segna un cambio di rotta nella politica di difesa tedesca, tradizionalmente restia a impegni militari permanenti oltre i propri confini, e che testimonia il cambio di postura anche rispetto all’asse franco-tedesco che ha dominato l’Europa negli ultimi vent’anni: Berlino non lascerà più il primato militare a Parigi in cambio della supremazia economica, persa con la recente crisi.
La neonata 45ª Brigata Corazzata è stata attivata durante una cerimonia nei pressi di Vilnius, capitale lituana, dove è stato svelato il suo stemma e istituito un quartier generale temporaneo. Il comando è stato affidato al generale di brigata Christoph Huber, che ha dichiarato all’agenzia di stampa tedesca Dpa: “Abbiamo una missione chiara: garantire la protezione, la libertà e la sicurezza dei nostri alleati lituani sul fianco orientale della NATO. Così facendo, difendiamo anche il territorio dell’Alleanza e la stessa Germania”.
Berlino dispiega le truppe in Lituania
Il dispiegamento, promesso da Berlino nel 2023, rompe con decenni di cautela e rappresenta un pilastro della strategia NATO di “deterrenza attraverso la difesa avanzata”, riporta Politico. La brigata sarà pienamente operativa entro il 2027, con una base permanente in costruzione a Rūdninkai, a circa 30 chilometri da Vilnius. Nel frattempo, le truppe opereranno da basi temporanee lituane. Attualmente, 150 soldati tedeschi sono già sul posto, ma il contingente salirà a 500 entro la fine dell’anno. Il piano include non solo forze di prima linea, ma anche unità di supporto come un centro medico, una compagnia di segnalazione e team di comando, distribuiti in più località.
Per la Lituania, che confina con l’exclave russa di Kaliningrad e con la Bielorussia, alleata del Cremlino, la presenza tedesca rappresenta una “garanzia” sul piano della sicurezza nazionale, secondo quanto afferma lo stesso Governo lituano.
Un riarmo senza precedenti
Il Governo tedesco, sotto la guida del cancelliere in pectore Friedrich Merz, sta puntando su un potenziamento militare che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda. Una recente riforma del “freno al debito” costituzionale ha sbloccato miliardi di euro per la difesa. Se la Germania investisse il 3,5% del suo PIL per i prossimi dieci anni, si parlerebbe di circa 600 miliardi di euro (652 miliardi di dollari). Una cifra che, oltre a rafforzare la NATO, sembra destinata a fare della Germania il principale beneficiario del proprio riarmo.
Per Berlino, questo passo segna anche un’evoluzione simbolica: da potenza militare riluttante ad attore centrale nella sicurezza europea. Una trasformazione che, in un contesto di crescenti tensioni con la Russia, potrebbe ridefinire gli equilibri dell’Alleanza Atlantica.
Come ha sottolineato Andrea Muratore su InsideOver, del resto, ReArm Europe è un piano europeo ma, prima di tutto, tedesco. Lo ha firmato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione e compagna di Merz nella Cdu. Pensare che non sia stato pensato anche con un occhio alla fu locomotiva d’Europa, ora inceppata, per animare una dinamica di sistema in cui la Germania può esser avvantaggiata, non è fuorviante.
Di Roberto Vivaldelli. (Inside Over)