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L’ombra dei sabotaggi russi in territorio NATO: la rete per colpire le armi dirette a Kiev

(Roma, 20.08.2023). Il Gru, il servizio segreto militare della Federazione Russa, avrebbe tentato di reclutare giovani agenti per compiti di osservazione e sabotaggio contro i flussi di armi per l’Ucraina passanti per la Polonia. Questo quanto riporta il Washington Post dopo una lunga inchiesta che partendo da diversi fatti di cronaca e dalle interviste a funzionari polacchi, ucraini e americani ha dato l’idea di un’ampia operazione di infiltrazione sottobanco compiuta spesso all’insaputa degli stessi operatori reclutati con annunci anonimi sul web e su Telegram.

L’obiettivo ? Ottenere informazioni sulla mole del sostegno all’Ucraina da parte dell’Occidente e provare a far in parte ridimensionare il transito delle armi e delle munizioni nel territorio controllato da Varsavia. L’80% delle 150mila tonnellate di armi consegnate sinora a Kiev è passata per i porti, gli aeroporti, le autostrade e, soprattutto, le ferrovie polacche prima di entrare nel Paese invaso dalla Russia il 24 febbraio 2022. Mosca vuole provare a mettere in campo una strategia di contrasto e da tempo la Polonia, “gendarme” atlantico in Europa centro-orientale, opera un’operazione di caccia a tutto campo alle spie russe.

Tutto è iniziato il 27 febbraio 2023, quando Pablo González, un giornalista spagnolo di origine russa, è stato arrestato nella città di confine di Przemysl dalle autorità polacche, accusato di essere un informatore del Gru. Tra il 15 e il 16 marzo 2023, poi, nove sospettati sono stati fermati per aver impiantato una serie di telecamere sulle principali ferrovie polacche e pianificare opere di sabotaggio e deragliamento. Altri cinque sospetti sono stati arrestati fino a luglio portando a quindici il numero totale dei fermati, dodici dei quali coinvolti secondo le autorità polacche nell’infiltrazione del Gru.

Alcuni degli arrestati avrebbero dichiarato di non essere consapevoli di essere coinvolti in un’operazione di spionaggio; altri hanno avuto addebiti attenuati per il fatto di essersi tirati indietro quando i misteriosi datori di lavoro, che inizialmente chiedevano la distribuzione di volantini anti-ucraini e pro-russi nel Paese, iniziavano a chiedere compiti più gravosi, come ha sottolineato il Washington Post: inizialmente “sono state incaricate di esplorare i porti polacchi, posizionare telecamere lungo le ferrovie e nascondere i dispositivi di localizzazione nel carico militare” destinati a Kiev. Poi, a marzo, “sono arrivati nuovi ordini sorprendenti per far deragliare i treni che trasportavano armi in Ucraina. “le reclute erano state incaricate di effettuare attacchi incendiari e un assassinio, ha detto un investigatore direttamente coinvolto nel caso del servizio di sicurezza nazionale polacco, l’Abw” e oltre a ciò si doveva proseguire l’operato di contrasto alla narrazione anti-russa del governo polacco.

I responsabili sarebbero stati in larga parte rifugiati dell’Ucraina orientale su cui il Gru avrebbe provato a fare presa sfruttando le radicali diversità accentuate da nove anni di conflitto in Donbass e, soprattutto, le necessità legate alle ristrettezze economiche. Ma si parla anche del coinvolgimento di cittadini russi e bielorussi. Il focus è su una coppia: Maria Medvedeva, 19 anni, arrestata a marzo, è una cittadina russa che studia giornalismo a Varsavia. Il compagno, Vladislav Posmityukha, su cui pende l’accusa ufficiale di spionaggio è un 29enne bielorusso che dice di aver fatto fortuna con le criptovalute. I due sarebbero stati i più attivi e coinvolti esponenti della rete del Gru e avrebbero in particolar modo tenuto attivamente d’occhio il porto di Gdynia con la scusa di improvvisate gite sul Mar Baltico. Figure come Medvedeva sono l’idealtipo delle reclute cercate: giovani, non noti ai servizi di sicurezza, plasmabili secondo i dettami del Gru. Posmityukha, invece, sembra avere un maggiore background d’intelligence e operazioni coperte.

Non è dato sapere, visto il riserbo polacco e ucraino sul tema, se questa o altre reti possano aver fatto danni a depositi di munizioni o centrali operative. Sicuramente non sono stati registrati, dal febbraio 2022, sabotaggi di successo alle ferrovie polacche, che coprono capillarmente il territorio nazionale. Ma come fatto a inizio guerra con gli attacchi a lunga distanza nella regione di Lvov che cercavano di centrare i depositi di armi, la Russia prende nel mirino proprio la costante marea di aiuti all’Ucraina per cercare di seccare alla base la fonte della resistenza di Kiev. Questo risulta anche in una guerra ibrida oltre confine che, certamente, non mancherà di agitare Varsavia. Non a caso da tempo sul chi vive e pienamente mobilitata per guarnire nel migliore dei modi i suoi confini e il suo territorio da ogni minaccia. Asimmetrica ora, ritenuta potenzialmente diretta in un prossimo futuro.

Di Andrea Muratore. (Inside Over)

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