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La caduta di Soledar e l’apporto della Wagner: la situazione nel fronte del Donbass

(Roma, 11.01.2023). Soledar viene considerata dai russi oramai una città nelle proprie mani. Da giorni del resto anche gli stessi ucraini hanno iniziato ad ammettere che in questa località la situazione è molto delicata. A spiegare e rivendicare i successi di Mosca nelle ultime ore però non sono stati uomini del ministero della Difesa. Al contrario, a risultare molto attivo è invece Evgenij Prigozhin, capo e fondatore dell’agenzia di contractors Wagner. Del resto, sono proprio i “suoi” soldati ad aver fatto il grosso del lavoro per espugnare Soledar. Un fatto che potrebbe avere anche delle implicazioni politiche all’interno della Russia.

La situazione in città

L’accerchiamento di Soledar è iniziato tra il 7 e l’8 gennaio. I russi sono riusciti in quelle ore a sfondare la prima linea di difesa ucraina, portandosi a ridosso del centro della cittadina. Possibile che alla base della piccola ma importante avanzata russa verso Soledar abbia contribuito la “doppia pressione” operata dalle forze di Mosca sull’esercito ucraino. La città infatti si trova poco più a nord di Bakhmut, la località in cui si combatte da mesi tra le due parti. Kiev, nonostante la massiccia presenza di propri uomini in quest’area dell’oblast di Donetsk, non è evidentemente riuscita a sorvegliare l’intero fronte.

Il 9 gennaio i russi sono arrivati alle porte di Soledar, iniziando il vero e proprio attacco contro le postazioni ucraine asserragliate in centro. La svolta si è avuta nelle ultime ore, quando i russi presenti in zona hanno potuto rivendicare la conquista delle miniere di sale a ovest della cittadina. Con la presenza di miliziani filo Mosca all’interno delle miniere, si è completato l’accerchiamento del centro urbano e si è neutralizzata una delle più importanti postazioni di difesa da parte di Kiev. Se nelle prime ore di questo mercoledì sui canali Telegram della Wagner si è in un primo tempo annunciata la conquista dell’intero territorio di Soledar, è stato lo stesso Prigozhin poco dopo ad ammettere l’esistenza di una sacca di resistenza ucraina all’interno del perimetro urbano.

Si tratta di circa 300 soldati ucraini intenti a presidiare l’area limitrofa al palazzo dell’amministrazione comunale. Una resistenza destinata però a spegnersi a breve, almeno secondo i russi.

Le rivendicazioni della Wagner

La notizia della conquista di Soledar non è arrivata però da Mosca. Non ci sono state, come a inizio guerra, immagini provenienti direttamente dal Cremlino. Quando ad esempio il 21 aprile il presidente Putin ha annunciato la conquista di Mariupol, la tv russa ha trasmesso prima un incontro tra lo stesso leader del Cremlino e il ministro della Difesa Sergej Shoigu all’interno dell’ufficio presidenziale. Uno scenario molto formale, dove il titolare del ministero della Difesa ha letto a Putin il proclama relativo alle conquiste effettuate dai propri soldati nella città affacciata sul Mar Azov.

Nelle ultime ore non si è visto nulla di tutto questo. Nessuna immagine da nessun ufficio, nessun rappresentante del governo russo seduto difronte a Putin. Sono arrivate invece foto, video e annunci direttamente da Soledar. Con Prigozhin quale unico vero protagonista. Il fondatore della Wagner si è fatto ritrarre all’interno delle miniere di sale assieme ai propri uomini, si è mostrato in prima linea e da qui ha proclamato l’avanzata sulla cittadina contesa.

Una rivendicazione in pieno stile. Quasi a voler sottolineare il fatto che il lavoro fatto dai contractors sia stato molto più importante di quello dell’esercito regolare. Una narrazione che fa il paio con la comunicazione russa delle ultime settimane, lì dove Vladimir Putin è apparso da solo alla messa di Natale mentre altri ministri, quali Lavrov e Shoigu, sembrano essere stati messi ai margini.

É come se la nomenclatura politica russa fosse stata relegata dallo stesso Putin in posizioni più secondarie, a favore invece di singole personalità in grado di portare il lavoro avanti in modo più rapido. Tra queste personalità a spiccare è per l’appunto il fondatore della Wagner, mai come in questo momento protagonista della guerra. Uno scenario che inizia a trovare conferme anche in occidente. Una fonte di intelligence rimasta anonima, ha dichiarato al Guardian di ritenere possibile che al momento “i combattenti della Wagner costituiscano un quarto delle intere forze russe in Ucraina”.

Cosa cambia sul fronte

L’impiego di molti contractors a Soledar, ha lasciato spazio allo schieramento di decine di soldati nella vicina Bakhmut. Tra questi soldati, molti dovrebbero essere quelli richiamati dall’ultima mobilitazione parziale. Mosca spera così di poter spingere anche su questo versante e consolidare la propria posizione lungo la linea più orientale del conflitto.

Proprio il consolidamento delle posizioni nel Donbass sembra essere il principale obiettivo di Mosca in questa fase. La conquista di Soledar e l’avanzata su Bakhmut non sembrano di per sé poter smuovere più di tanto il fronte. Si tratta pur sempre di due cittadine che assieme non arrivano ai 50mila abitanti. L’intento dei russi potrebbe quindi essere quello di mettere in sicurezza l’area del Donbass sotto il proprio controllo. E sperare poi, in un secondo momento, di poter avanzare verso Slovjansk e Kramatorsk, le due città principali del Donbass in mano agli ucraini.

Di Mauro Indelicato. (Il Giornale/Inside Over)

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