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Africa Occidentale: nasce la Forza militare regionale della ECOWAS

(Roma, Parigi, 07 dicembre 2022). Nasce la Forza militare regionale della ECOWAS. Obiettivi: combattere il jihadismo in crescita nell’Africa Occidentale e i colpi di stato incostituzionali

L’Africa Occidentale avrà una sua forza regionale per il contrasto al jihadismo il ripristino della sicurezza. Lo hanno stabilito i leader della Economic Community of West African States (ECOWAS) nel corso di un summit in Nigeria. L’obiettivo è supplire all’incapacità dei singoli eserciti nazionali nel combattere i gruppi come ISWAP, Boko Haram, ISGS e JNIM e nell’impedire che colpi di stato possano sovvertire l’ordine regionale. A proposito il neo presidente Omar Alieu Touray, ha sottolineato che c’è un urgente bisogno di bloccare le ondate di cambiamenti incostituzionali che coinvolgono i governi eletti democraticamente in Africa occidentale. La forza regionale, comunque, non dovrebbe diventare operativa almeno fino alla fine del 2023. Ciò, in quanto non è stato deciso nulla, c’è solo l’autorizzazione alla sua costituzione. Non si conosce quale sarà la sua composizione, come sarà organizzata e soprattutto da dove proverranno i finanziamenti per il suo funzionamento.

Occhi puntati su Mali, Burkina Faso e Niger. Ultimatum a Bamako sulla liberazione dei 46 soldati ivoriani arrestati a luglio e ancora in carcere

ECOWAS, oltre a essere preoccupata per l’espansione del jihadismo nel quadrante, teme agli effetti dei golpe avvenuti negli ultimi due anni in Mali, Burkina Faso e Niger. Non a caso i tre paesi sono stati sospesi dall’organismo africano fino al ripristino della democrazia. Gli occhi sono puntati in particolare su Bamako, sempre più suddita della Russia, la cui giunta militare ha promesso di dimettersi nel 2024, ma nel frattempo ha adottato un regime dittatoriale. In questo contesto, i militari maliani hanno arrestato lo scorso luglio 46 soldati ivoriani, inviati a supporto della missione ONU MINUSMA, con l’accusa di essere mercenari. Yamoussoukro a chiesto più volte il loro rilascio, senza risultato, e questa volta è intervenuta anche la Comunità con un ultimatum al Mali: “Liberateli entro il 1 gennaio 2023 o interverremo”, presumibilmente con sanzioni, ma non sono escluse altri tipi di iniziative.

Di Francesco Bussoletti. (Difesa & Sicurezza)

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