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Africa: quale futuro per l’UE in Sahel dopo il ritiro della Francia dal Mali ?

(Roma, Parigi, 21 febbraio 2022). Quale sarà il futuro per l’UE in Sahel dopo il ritiro della Francia dal Mali? L’annuncio di Macron implicherà una serie di conseguenze per la Task Force Takuba e la missione EUTM-Mali

La Francia ritira le sue truppe dal Mali e trasferisce in Niger il suo quartier generale per la lotta al terrorismo jihadista di ISGS e JNIM. Lo ha annunciato il presidente Emmauel Macron affermando che, a seguito dei numerosi ostacoli e ostruzionismi perpetrati dalla Giunta, non ci sono più le condizioni per poter operare nel paese africano. La decisione è destinata a fare scalpore perché implica una serie di conseguenze, che andranno necessariamente ad impattare sull’operatività contro i miliziani in Sahel. In particolare, ci potrebbero essere pesanti ripercussioni sulla Task Force Takuba, la missione europea delle forze speciali che si occupa di supportare le forze di Bamako contro i terroristi. Venendo meno Parigi, si rischia una rapida emorragia di paesi dal contingente e quindi la sua chiusura o un trasferimento. Stesso discorso per EUTM-Mali, la missione di addestramento UE. La Germania, appreso l’annuncio, si è detta scettica sulla sua prosecuzione.

La Russia si rafforza in Sahel grazie al disimpegno francese e potrebbe cercare presto di espandere la sua influenza nell’area con la scusa della lotta contro ISGS e JNIM

Il disimpegno della Francia dal Mali determina anche un’altra conseguenza: il rafforzamento dell’influenza della Russia in Sahel, che ha inviato nella nazione africana un contingente del gruppo Wagner, su richiesta di Bamako. Le truppe di Mosca, infatti, pur continuando a essere sorvegliate a distanza, non avranno più ostacoli sul terreno per perseguire la loro agenda. Inoltre, la lotta ai miliziani pro-ISIS e al Qaeda potrebbe essere un volano per espandere la loro presenza anche in altri paesi della regione.

Il Niger può diventare l’epicentro della lotta al terrorismo jihadista, trasferendovi la Task Force Takuba e rafforzando i contingenti europei

Non tutto, però, forse è perduto. Come ha annunciato Macron, l’asse della lotta a ISGS e JNIM si sposta in Niger, dove l’Italia ha già un contingente impegnato nella missione MISIN, che presto potrebbe essere rafforzato ulteriormente numericamente e qualitativamente. Perciò, non è escluso che ciò che rimane della Task Force Takuba sia traslato nella nazione africana, trovando nuova linfa vitale e motivazioni (il grosso flusso di jihadisti ISGS e JNIM si sposta nell’area di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger). Un’eventualità di questo tipo, peraltro, avvantaggerebbe il ritorno delle nazioni che negli ultimi mesi hanno abbandonato la missione e, di conseguenza, una maggiore coesione dell’UE. Inoltre, sarebbe un efficace mezzo di contrasto per l’espansione dell’influenza russa nella regione.

Di Francesco Bussoletti. (Difesa & Sicurezza)

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