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Libia: fumata nera a Sirte per la partenza dei mercenari stranieri

(Roma, 29 aprile 2021). Fumata nera a Sirte nella riunione del Comitato militare misto 5+5 (cinque membri dell’ex Governo di accordo nazionale, altrettanto dell’autoproclamato Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar) presieduta per la prima volta dal Consiglio presidenziale della Libia. Non è stata raggiunta ancora alcuna intesa sulla partenza dei mercenari e delle forze straniere dalla Libia, che secondo i termini dell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020 avrebbero dovuto lasciare il Paese nordafricano già a gennaio. Nulla di fatto neanche sulla riapertura della strada costiera est-ovest, fondamentale non solo per la ripresa dell’economia libica e la riunificazione del Paese, ma anche per il dispiegamento di un drappello di osservatori Onu incaricati di monitorare il cessate il fuoco. L‘inviato delle Nazioni Unite in Libia, Jan Kubis, ha espresso la sua insoddisfazione per il ritardo nell’apertura della strada costiera che collega la Libia orientale e quella occidentale, come confermato dalla missione Unsmil in una nota.

L’irritazione dell’ONU

“Kubis e il Comitato militare congiunto 5+5 confermano che il ritiro di mercenari, combattenti stranieri e forze straniere devono iniziare senza ulteriori indugi”, ha affermato la missione delle Nazioni Unite in un comunicato. Kubis ha discusso con il Comitato militare “i passi necessari per sviluppare un piano nazionale per il disarmo, la smobilitazione, la reintegrazione e la riforma del settore della sicurezza“. Da parte sua, il portavoce del Consiglio di presidenza libico, Najwa Wahiba, ha detto che la strada costiera tra Sirte e Misurata “sarà aperta molto presto, senza però indicare alcuna data. Wahiba ha assicurato che la questione è diventata imminente, soprattutto dopo l’impegno del presidente Mohammed Menfi a risolvere i problemi finanziari e tecnici. “La maggior parte dei problemi riguardano controversie tecniche”, ha detto il portavoce, citato dal sito web d’informazione libico “Al Marsad”.

Oggi in Libia la riunione del Consiglio di sicurezza

Intanto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà una sessione a porte chiuse oggi, giovedì 29 aprile, per discutere di alcuni importanti dossier ancora in sospeso in Libia, primi fra tutti la partenza dei mercenari e l’unificazione dell’esercito. Secondo l’emittente televisiva panaraba “Al Arabiya”, con sede a Dubai, la sessione informale non inclusa in agenda, convocata dal gruppo A3 + 1 (i tre paesi africani nel Consiglio di sicurezza, Tunisia, Kenya e Niger, oltre alle isole di Saint Vincent e Granadines nei Caraibi), si concentrerà sulla questione dei combattenti stranieri e dei mercenari in Libia. L’inviato speciale, insieme al coordinatore umanitario in Libia, Raisedon Zenenga, informerà il Consiglio oltre ai rappresentanti permanenti del Ciad e della Libia presso le Nazioni Unite.

La situazione in Ciad

La drammatica situazione in Ciad, infatti, coinvolge anche la Libia. Il Consiglio del Fezzan, la vasta regione desertica della Libia sud-occidentale ricca di petrolio e risorse naturali ma povera di servizi, ha sollecitato il Comitato militare misto 5 + 5 e le parti responsabili in Libia ad accelerare il ripristino dei confini meridionali per ridurre il caos e prevenire qualsiasi ripercussione del conflitto in corso in Ciad.

La sistematica violazione dei confini meridionali della Libia, aggiunge il Consiglio, provoca commerci illegali di ogni tipo, incluso il traffico di essere umani, non sono in Libia ma in tutta la regione mediterranea, Europa inclusa. In una dichiarazione diffusa alla stampa, il Consiglio ha affermato che la violazione dei confini meridionali nel corso degli anni costituisce una minaccia diretta alla sicurezza nazionale ed è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo o all’attuazione di strategie efficaci per ripristinare le istituzioni del Paese.

Redazione. (NovaNews)

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